Folgore Juniores, il portiere Burani: “A San Michele un successo meritato e oltre le aspettative. Bene il nostro atteggiamento combattivo, che dovremo ripetere sabato contro l’Arcetana”

burani-portiereHa soltanto 16 anni, ma sta già dando prova di possedere un’apprezzabile maturità agonistica: stiamo parlando di Jacopo Burani (nella foto qui a sinistra), il portiere classe 2000 della nostra formazione Juniores. In estate è arrivato a Rubiera direttamente dalla Reggio Calcio, che ha fornito ottime credenziali su di lui: credenziali confermate in modo puntuale sul campo, tant’è vero che mister Vacondio lo ha addirittura fatto esordire in Prima squadra. Comunque sia, innanzitutto con Jacopo ci soffermiamo sull’ottimo periodo della Folgore Juniores: la parola “sconfitta” è sempre più sconosciuta per i ragazzi di Cavalletti, che non incappano in un ko dall’ormai lontano 17 scorso (0-2 interno ad opera del Castellarano). “Stiamo sviluppando un enorme e straordinario spirito di gruppo – evidenzia Burani – Inoltre lo staff tecnico, con in testa mister Cavalletti, sa guidarci con competenza e maestria pure sotto l’aspetto mentale. Tutto ciò ci aiuta a esprimere in maniera decisa e convincente le nostre doti agonistiche: la vittoria di sabato scorso con la San Michelese ne rappresenta un’ulteriore e lampante dimostrazione”.

Infatti, voi siete stati capaci di imporvi sul campo della capolista con un roboante 0-3. Vi aspettavate un risultato così rotondo?

“Fin dall’inizio eravamo ben consapevoli delle nostre potenzialità, e sapevamo di avere i numeri necessari per piazzare l’impresa: tuttavia, a essere sinceri, le dimensioni del punteggio finale sono andate oltre le più rosee aspettative che avevamo. Dapprima, va detto che il risultato rispecchia quanto visto in campo: la sfida è stata dominata da parte nostra, sia sul piano del gioco espresso sia per quel che riguarda l’atteggiamento mantenuto durante la sfida. Dal 1° minuto fino al 95° ci siamo dimostrati arcigni, combattivi e tenaci: di certo dovremo ripetere tale approccio anche sabato prossimo, in occasione del nuovo big match che affronteremo”.

A Villa Bagno arriverà l’Arcetana, autentica rivelazione di questo primo scorcio dell’annata: cosa temi in particolare della compagine biancoverde?

“Di certo loro non sono terzi in classifica per caso: pur essendo partiti “a fari spenti”, loro dispongono di un organico che è davvero in grado di sgambettare chiunque. Ad ogni modo, l’Arcetana si troverà di fronte un collettivo altrettanto valido come il nostro: siamo pronti ad allungare la lunga striscia utile, e per farlo sfrutteremo al meglio la spiccata personalità calcistica che abbiamo acquisito”.

Purtroppo, però, la Folgore dovrà di nuovo fare i conti con le assenze…

“Già… Saremo ancora privi dei lungodegenti Andrea Lusvardi, Gianni Ruggerini e Morris Rinaldi: tre forfait senza dubbio pesanti, ma tutti noi ci stiamo impegnando al massimo e con efficacia per fronteggiarli. Fortunatamente, salvo sgradite sorprese dell’ultima ora, non dovrebbero esserci altri giocatori indisponibili”.

Marco NevianiParliamo di te personalmente: come ti stai trovando a Rubiera?

“Molto bene: il mio ambientamento nella dimensione rubierese è stato rapido, e il clima familiare che si respira all’interno della Folgore rappresenta il terreno più fertile per fare calcio con buoni risultati. Credo proprio che questa stagione sarà di rilevante importanza per la mia crescita sportiva: a tal proposito devo ringraziare i compagni di squadra, i tecnici e la dirigenza che sta continuando a credere in me. Tutto ciò senza ovviamente dimenticare il club da cui provengo, ossia la Reggio Calcio”.

Mercoledì scorso tu hai debuttato in Prima squadra, nella partita di Coppa Italia a San Michele. Che cosa hai provato al momento di entrare in campo?

“Mi è sinceramente dispiaciuto per Marco Neviani (nella foto qui sopra): una sublussazione alla spalla non è un problema così semplice, soprattutto se capita a un portiere. Colgo dunque l’opportunità per rivolgergli i migliori auguri di pronta guarigione, nella speranza di rivederlo in campo quanto prima. Quanto a me, inutile negarlo: sulle prime ero emozionato e piuttosto teso, oltre che sorpreso perchè proprio non mi aspettavo di scendere in campo. D’altro canto, dopo pochi minuti l’ansia ha lasciato spazio a una maggiore tranquillità e sicurezza: merito dei miei compagni di squadra, che hanno avuto un ruolo di grande importanza nel mettermi a mio agio”.

Più in generale, sei felice del rendimento che stai fornendo?

“Nel complesso sì, ma di certo non mi sento arrivato: fare bene quest’anno non è un punto di arrivo, ma un rilevante punto di partenza”.

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