Prima squadra, la parola al nuovo allenatore dei portieri. Andrea Ferrari: “In tanti anni da giocatore ho imparato tantissimo da maestri molto qualificati, e ora sono animato dalla ferma volontà di mettere a frutto quello che so. Non conosco ancora bene Rizzo e Burani, ma entrambi godono di ottima reputazione: sia tecnicamente, sia soprattutto sotto il profilo del carattere e della serietà”. Sul futuro della squadra: “Prevedo un’Eccellenza molto complessa, ma penso che avremo i mezzi per restare tra le maggiori potenze della categoria”

ferrari portiere“La nuova esperienza che sto per iniziare è tra le naturali conseguenze di ciò che ho fatto durante il mio percorso calcistico. In tanti anni ho potuto lavorare con persone di elevatissima competenza, che mi hanno insegnato veramente parecchio: sono quindi animato dalla ferma volontà di mettere a frutto quello che so, per aiutare la Folgore Rubiera a raggiungere traguardi ancora più rilevanti”. Le parole di Andrea Ferrari, rubierese doc che pochi giorni fa ha compiuto 40 anni, testimoniano bene l’entusiasmo del nostro nuovo preparatore dei portieri: nella prossima stagione agonistica, lui sarà il tecnico chiamato ad affinare e consolidare il talento dei guardiani che giocheranno in Prima squadra.
Nella foto: Andrea Ferrari (secondo da destra) negli ultimi anni della sua carriera da portiere.

Innanzitutto, Ferrari, puoi parlarci della tua cospicua carriera in ambito sportivo?
“Ho iniziato nel 1985, con la maglia della Rubierese: chiaramente, fin da allora giocavo in porta all’interno del Settore giovanile. La mia permanenza in biancorosso è durata un quadriennio, e poi sono approdato al Bologna: nelle file felsinee sono rimasto per gli otto anni successivi, svolgendo tutta la trafila dal vivaio fino alla Prima squadra. Sono arrivato persino alla serie A: tuttavia in massima divisione non ho mai accumulato presenze, ma solo qualche panchina. La permanenza in rossoblù è stata intervallata soltanto da una stagione al Carpi, con cui ho disputato la serie C1 (l’attuale Lega Pro, ndr)”.
E poi?
“Dopo Bologna, ormai adulto, ho vestito le casacche di Fiorenzuola, Poggese, Mirandolese, Rubierese e infine San Faustino, con cui ho smesso di giocare tre anni fa. Tra l’altro a San Faustino mi sono cimentato in via eccezionale pure nella veste di attaccante, e mi è addirittura capitato di segnare”. 
ferrari bolognaDando uno sguardo al passato, da parte tua c’è qualche rimpianto per non avere mai calcato il palcoscenico della serie A?
“Inevitabilmente sì, ma non è affatto un pensiero che mi condiziona la vita: è andata così, e gli avvenimenti vanno accettati. Ora sto bene come sto, e sono pronto per dedicare la massima attenzione all’annata 2017/2018” (Nella foto qui a destra: Andrea Ferrari ai tempi del Bologna)
Fino a un mese e mezzo fa, tu allenavi i portieri della Rubierese: adesso, come è scaturita la scelta di metterti alla prova con l’Eccellenza?
“Sono stato contattato dal direttore sportivo Fabrizio Tagliavini e dal presidente Angelo Ricchetti: colgo l’occasione per ringraziare entrambi, estendendo poi il “grazie” a tutti i dirigenti della Folgore che mi hanno accordato fiducia e stima. Alla Rubierese ho lavorato bene, e sono convinto che sarà così pure nel prossimo campionato di Eccellenza: la Folgore Rubiera è una società solida e ambiziosa, contraddistinta da un’efficace organizzazione e da piani decisamente convincenti”.
Conosci già i portieri con cui lavorerai, ossia Nicholas Rizzo e Jacopo Burani?
“Al momento li conosco poco più che di fama, ma da agosto in poi avrò modo di studiare al meglio tutte le loro caratteristiche. Di certo, entrambi godono di ottima reputazione: non solo dal punto di vista tecnico, ma anche e soprattutto sul piano del carattere e del senso di responsabilità”.
Quali sono i capisaldi del tuo modo di lavorare? Quali sono gli aspetti su cui cerchi di puntare per tirare fuori il meglio da chi alleni?
“A dire il vero, io non amo tracciare programmi così ben definiti: credo che il lavoro vada impostato settimana dopo settimana. Nell’impostare la tabella di marcia, ci sono molte variabili che vanno sempre tenute in massima considerazione: ad esempio la condizione fisica dei portieri, oppure la situazione globale della squadra sotto l’aspetto del rendimento e delle energie”.
ferrari andreaPiù in generale, che tipo di Folgore vedremo nella prossima Eccellenza? E’ davvero possibile migliorare ancora la seconda piazza conquistata il mese scorso?
“Il compito si presenta davvero arduo: la concorrenza per centrare la vetta sarà ancor più numerosa e tenace. Difficile esprimere pronostici, anche perchè la società deve ancora ultimare le proprie mosse di mercato: ad ogni modo, senza dubbio la dirigenza si sta dando da fare al 120% per mantenere la squadra nei piani altissimi della classifica. Se ciò vorrà dire conquistare il 1° posto, lo scopriremo strada facendo: di certo, abbiamo parecchi motivi per nutrire ottimismo in vista del futuro”.
Qual è la tua opinione sul capitolo allenatore?
“Mi associo alle speranze espresse da tutto l’ambiente della Folgore: di conseguenza, spero senza riserve che Vacondio possa rimanere alla guida della squadra. Ivano ha doti che contribuiscono sempre a fare la differenza, sia tecnicamente sia per ciò che riguarda la gestione del gruppo sotto il profilo psicologico”.
E nell’attesa di vederti all’opera nell’universo della Folgore, domanda irrinunciabile a una colonna del Bologna come te: come giudichi il percorso dei rossoblù di Donadoni nella serie A 2016/2017?
“A dir la verità, piuttosto incolore: si poteva decisamente fare meglio e vivere una stagione ben più frizzante, soprattutto da gennaio in poi. Ad ogni modo, resto fiducioso in vista del futuro: per come la vedo io da semplice spettatore, il presidente Joey Saputo dispone del giusto entusiasmo e delle risorse necessarie per piazzare una costante crescita. Credo che vedere il Bologna tra le prime 7-8 in classifica non sia affatto fantascienza: lo ritengo uno scenario possibile nel giro di pochi anni”.
Nella foto a fondopagina: un’immagine recente di Andrea Ferrari.
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