Folgore Juniores, il nuovo timoniere Paolo Mozzini: “La squadra vivrà un vero e proprio anno zero. Nel campionato regionale punteremo innanzitutto a una tranquilla salvezza: tuttavia, l’obiettivo di base sarà quello di lanciare il maggior numero possibile di ragazzi in Prima squadra. Avremo un gruppo con moltissimi giocatori di Rubiera e zone limitrofe, ma pensiamo di assicurarci tre rinforzi dall’esterno”. Sul suo modo di lavorare: “Pretendo fermezza e disciplina, ma in compenso so sempre garantire un morale molto alto”

Paolo MozziniCome annunciato nei giorni scorsi, la Folgore Rubiera Juniores ha un nuovo timoniere: la nostra formazione si presenterà di nuovo al via del campionato Figc regionale, e ad allenarla ci sarà il 41enne tecnico Paolo Mozzini (foto qui a sinistra). “Nella mia famiglia ho respirato l’ambiente del calcio fin da bambino, anche perchè posso definirmi “figlio d’arte” – spiega il nuovo mister rubierese – Mio padre è infatti Roberto Mozzini, che per anni è stato difensore in serie A vestendo le maglie di Torino, Inter e Bologna”.
Tuttavia, Paolo, anche il tuo percorso calcistico si presenta decisamente ricco…
“I primi calci al pallone li ho tirati da bambino, nelle file dell’Atletico Santa Croce: all’età di 12 anni sono poi passato alla Reggiana, con cui ho svolto tutta la trafila fino ad approdare alla Prima squadra. Sono rimasto in granata fino al 1997, arrivando fino alla serie A: un periodo lungo contraddistinto da una sola parentesi a Carpi, con cui ho giocato nell’allora serie C1 durante la primavera del 1994”.

E in seguito?
“Nell’estate del 1997 mi sono trasferito al Como, dove ho vissuto un’annata ricca di soddisfazioni: con la compagine lariana ho infatti vinto la Coppa Italia di serie C. Poi una stagione alla Cremonese, e di nuovo alla Reggiana tra il 1998 e il 2000: prima in serie B sotto la guida di mister Gregucci, mentre l’anno seguente eravamo in C. Proprio nella stagione 1999/2000, l’infortunio alla caviglia ha condizionato pesantemente la mia carriera successiva: ad ogni modo ho continuato a calcare il rettangolo verde per un’altra decina d’anni, tra serie C e D. Tra le tappe successive figurano squadre come San Marino, Imolese, Giacomense, Latina, Città di Castello, Gualdo. Il tutto sempre nel ruolo di difensore”.
Pietro Infantino x sitoTu hai lavorato con fior di allenatori: Marchioro, Enzo Ferrari e Ancelotti alla Reggiana, De Biasi al Carpi, e tanti altri. Qual è il tecnico che ti ha insegnato di più?
“Lo so che potrebbe sembrare una risposta fin troppo diplomatica, ma comunque si tratta della pura verità: tutti mi hanno insegnato qualcosa, e mi hanno saputo fornire consigli che risultano essere molto utili ancora oggi. Ad ogni modo, dovendo indicare un nome in particolare, direi un nome meno conosciuto rispetto a ciò che vi aspettereste: si tratta di Pietro Infantino (nella foto qui a destra), che mi ha allenato ai tempi del Latina. Tutto ciò senza dimenticare Gianni De Biasi a Carpi, che ha saputo lasciare su di me una forte e positiva impronta sul piano della gestione del gruppo”.
E dunque, quando hai smesso di giocare, in che modo si è articolato il tuo percorso come allenatore?
“Per parecchi anni ho lavorato a livello giovanile, prima alla Reggio Calcio e successivamente al Casalgrande. Ho comunque alcune esperienze nel dirigere squadre di adulti: in Seconda Categoria ho diretto Real San Prospero e Daino Santa Croce, mentre lo scorso anno ero alla guida dell’Albinea che ha purtroppo vissuto una stagione piuttosto tormentata in Prima Categoria”.
 
Adesso, quali sono gli aspetti che ti hanno convinto ad accettare la proposta della Folgore Rubiera?
“Francamente, nelle mie scelte io vado piuttosto a istinto: la Folgore gode di un’ottima e meritata reputazione, e in più le parole del diesse Fabrizio Tagliavini mi hanno convinto fin da sùbito. Avrei potuto valutare anche altre opzioni: mi era stata ventilata un’offerta addirittura dal Carpi, per entrare nello staff del settore giovanile biancorosso. Ad ogni modo, tale discorso non si è concretizzato: viceversa la Folgore mi ha prospettato fin da sùbito un accordo chiaro, preciso e convincente. Quindi ho scelto con assoluta serenità e fiducia: ora sono davvero felice di essere qui”.

LOGOQuali saranno gli obiettivi della Folgore nel prossimo campionato regionale? Come saprai, l’annata dello scorso anno si è rivelata a due facce: molto bene fino a dicembre, poi c’è stato un netto calo di rendimento…
“L’ho saputo, e la situazione mi è stata descritta nel dettaglio dalla società. Ad ogni modo, la squadra che stiamo costruendo si pone in netta discontinuità con quella della passata stagione: quindi sarà una sorta di “anno zero”, teso a garantire la miglior crescita possibile dei ragazzi che giocheranno nella nostra Juniores. L’obiettivo primario, come sempre, sarà quello di lanciare il maggior numero possibile di giocatori nel firmamento della Prima squadra”.
E in termini di classifica?
“Come detto si tratta di un nuovo inizio, e dunque non dobbiamo aspettarci miracoli già a partire dal prossimo campionato. Diciamo che l’obiettivo di base resta quello di una salvezza senza patemi, da ottenere in tempi non lunghi: una volta ottenuto tale traguardo, vedremo se vi saranno le possibilità per fare anche qualcosa di meglio”. 
Come verrà strutturato l’organico?
“La squadra sarà in larga parte composta dai classe 2000 della Rubierese, che lo scorso anno hanno giocato nella campionato Allievi. Da quel che ho capito, nella stagione 2016/2017 molti problemi sono nati dalla mancanza di impegno di alcuni giocatori: a metà stagione un buon numero di ragazzi ha per così dire “mollato”, mettendo il gruppo in grande difficoltà. Il problema degli abbandoni è frequente in ambito Juniores: per evitarlo, ci stiamo muovendo su binari ben definiti. Come è facile immaginare, la nuova Folgore Juniores comprenderà tantissimi giocatori di Rubiera e dintorni: quindi saranno ragazzi molto attaccati alla maglia della propria città, e in più non avranno difficoltà logistiche nel raggiungere il luogo degli allenamenti”.
E il mercato?
“Ci andremo: puntiamo a garantirci almeno tre rinforzi dall’esterno, per cercare di condurre la Folgore a compiere un ulteriore salto di qualità. Nella fattispecie siamo sulle tracce di un portiere, un centrocampista e un attaccante. In ogni caso l’intera squadra avrà giocatori classe 2000, o al massimo nati nel 1999: nessun ’98”.
RICCHETTI Angelo (presidente)In che maniera imposti il tuo rapporto con il gruppo? Sei un “sergente di ferro” o tendi molto al dialogo?
“Secondo la mia esperienza, il dialogo con la squadra è tra i mezzi più utili per ottenere risultati di spessore. Quindi io sono disponibile ad ascoltare tutti i punti di vista dei giocatori: nell’allenamento richiedo fermezza e disciplina, ma in compenso so anche essere in grado di mantenere un morale sempre alto e frizzante”.
Nell’attesa di vederti alla guida della Juniores, hai qualche ringraziamento da fare?
“Colgo l’occasione per ringraziare il diesse Tagliavini e il presidente della Folgore Angelo Ricchetti (nella foto qui a destra), ma non solo: un “grazie” va pure a Sante Pinetti, responsabile delle giovanili targate Us Rubierese”.
Quando inizierà la preparazione?
“Sicuramente dopo Ferragosto, direi tra il 20 e il 22/8”.
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